Storia e Tradizioni
L’attuale denominazione del comune di Potenza Picena è relativamente recente e risale al 21 Dicembre 1862, quando il Consiglio comunale dovette mutare il medievale nome di Montesanto in Potenza Picena.
MONUMENTI
- Piazza Matteotti : vi si affacciano i palazzi di alcune tra le famiglie più in vista. Tra gli edifici che circondano la
piazza si segnalano: il merlato Palazzo del Podestà di origine trecentesca che oggi ospita l’ufficio comunale dell’anagrafe.
- La Torre civica : ricostruita sulle rovine della precedente nel 1732.
- Il Palazzo del Comune : inizialmente Palazzo del Vescovo di Fermo è stato costruito tra il 1745 e il 1750 con a fianco il Teatro Mugellini. Nella sala del consiglio è esposta una “Madonna con Bambino e Santi” (1500) attribuita a Bernardino di Mariotto.
- Teatro Bruno Mugellin i : nel 1856 a Montesanto, per iniziativa di un comitato di nobili potentini, si inizia la costruzione di un teatro stabile. L’opera è affidata al recanatese Brandoni, che nonostante l’angusto spazio, ne ricava 156 posti tra platea e palchetti. Le decorazioni sono state completate poco dopo l’unità d’Italia, infatti sulla parte centrale del soffitto è stata dipinta l’incoronazione di una giovane donna…l’Italia.
- Il Pincio : Belvedere da cui la vista spazia sulla valle del Potenza. Di recente ristrutturazione è stato intitolato all’associazione donatori di sangue. Prima di entrare nei giardini, sul lato destro, si erige la chiesa dedicata a San Francesco. Di origine duecentesca oggi demanio pubblico. All’interno il quadro ligneo delle “Quattro virtù cardinali” datate XIV secolo.
- Biblioteca comunale : anticamente ospitava la comunità dei Gesuiti ora è sede delle attività promosse dalla biblioteca. Al suo interno è possibile ammirare “La Vergine in trono” del De Magistris.
- La Collegiata di Santo Stefano : la prima pietra fu posta nell’Agosto del 1631. Inizialmente la chiesa era dedicata a Sant’Ignazio, ma poi, nel 1796, quando fu abbattuta la Pieve di Santo Stefano che sorgeva al centro di piazza Matteotti (all’epoca Principe di Napoli), la collegiata a assunto il titolo di Santo Stefano. La facciata è incompiuta, nell’altare maggiore “Santo Stefano”, nella prima cappella a sinistra “La pentecoste”, seconda a destra “La morte di San Giuseppe”. Scendendo nella Cappella dei contadini si possono ammirare gli affreschi a soffitto. Unitamente alla chiesa sorge il Convento delle Figlie dell’Addolorata famose per i loro manufatti realizzati con telai risalenti al 1800.
- Sant’Agostino : oggi adibita a sala convegni, anticamente era la chiesa di Santa Maria maddalena, dove si può ancora ammirare l’opera del Pomarancio “San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio”.
- San Tommaso : il monastero è uno di più antichi di Potenza Picena (le prime notizie risalgono al 1277). Secondo la tradizione, il cenobio sarebbe stato fondato, vivente Santa Chiara, da due consorelle mandate dalla Santa. Alle fondatrici vengono pure attribuite alcune tonachelle ancora oggi conservate in luogo. Il monastero rivela un’architettura povera, in sintonia con gli ideali dell’ordine francescano.
- Santa Caterina : restano ancora incerte le origini del monastero e della chiesa di Santa Caterina di Potenza Picena. Secondo un catalogo generale benedettino, i due complessi sarebbero stati eretti nell’anno 1280. Nel 1446 il Cardinale della Marca aveva concesso il permesso di dipingere un’immagine della Madonna che sarà molto venerata e diventerà meta di pellegrinaggio. La chiesa e il monastero erano e sono intitolati a Santa Caterina d’Alessandria vergine e martire.
Fuori dalla cinta muraria che divideva il centro abitato dalla campagna, davanti ad ogni porta d’accesso a Montesanto, erano state costruite piccole chiese dedicate alla Madonna, in segno di riconoscenza alla Vergine da parte della popolazione:
- Chiesa della Madonna della neve : le sue origini risalgono al XV secolo. Di umili origini venne poi ampliata con l’aggiunta della loggetta all’ingresso della chiesa e della casa adiacente alla chiesa, per offrire riparo ai viandanti che fossero rimasti fuori dalle mura dopo la chiusura serale delle porte del paese.
- Madonna delle Grazie : all’inizio vi era un’edicola votiva, nel corso degli anni venne ampliata per accogliere i molti pellegrini diretti a Loreto.
Allontanandosi dal centro è possibile raggiungere il Convento dei Cappuccini (opera pittorica “Deposizione” del de Magistris e “La Sacra famiglia” Santi di Tito – la cappella adiacente la chiesa ospita una riproduzione della grotta di Lourdes, scolpita dal Maestro Giuseppe Asciutti.) e il Convento dei Frati minori (“Crocifissione” Palma il giovane, pittore veneto e “Madonna col bambino e Santi” del De Magistris).
ANEDDOTI E CURIOSITA'
- Madonna della Neve: Si narra che il 5 Agosto del 1890 si verificò una copiosa nevicata. Questodiede il nome al piccolo santuario che fu eretto per scongiurare futuri e dannosi eventi climatici.
- San Sisto: La tradizione religiosa vuole che il famoso crocifisso ligneo esposto sull'altare conservi incastonata una scheggia della santa croce dove morì Gesù Cristo.
- Sant'Agostino: Per gli agostiniani la principale davozione a Maria si è espressa sotto il titolo di Madonna della consolazione o della cintura. Secondo la tradizione, Santa Monica, affitta dalla morte del marito e ancor di più per i traviamenti del figlio Agostino, si rivolge alla Vergine perché possa consolarla nelle sue angustie e le mostri in che modo vestita dopo la morte di San Giuseppe. La Madonna, allora le appare, vestita di nero e con una cintura nera di cuoio stretta ai fianchi, esortandola a vestire ugualmente, assicurandola, nel medesimo tempo, della sua protezione e del suo conforto. Dopo la sua conversione prese la “cintura” anche Sant’Agostino e tutti i monaci che lo seguirono nei diversi secoli. Anche i confratelli di Santa Monica nel loro abito confrate rnale h anno come segno distintivo la cintura.
- Pincio: Gli attuali splendidi giardini di forma circolare erano il chiostro dei frati del convento francescano. Qui i confratelli potevano dedicarsi alla preghiera, alla lettura sacra e alla meditazione.
- Piazza Matteotti: la Torre civica, durante la seconda guerra mondiale, fu colpita da una bomba. Lo scoppio causò il ferimento di diversi cittadini ma non il crollo della torre stessa, oggi orgoglioso simbolo del paese. Tutto il centro storico è percorso da gallerie sotterranee. E' possibile, infatti, attraversarlo senza mai emergere in superficie. Rifacendo la pavimentazione della piazza, i potentini hanno riportato alla luce uno dei più antichi cimiteri della zona. Da qui probabilmente l'antico nome del paese "Monte Santo".
Un dovuto ringraziamento ad Antonio Manta
per la realizzazione di questo splendido filmato.

